LA RICHIESTA DI REFERENDUM PROPOSITIVO E LE ELEZIONI DI REVOCA DEL MANDATO DELL’ELETTO, ARRIVANO IN CONSIGLIO COMUNALE APERTO

Intervento di Fayaz al Consiglio Comunale aperto ai cittadini morcianesi.


"Immagine: 27 ottobre 2013, ore 21:00 - 23:00, Consiglio comunale aperto di giovedì sera 27 ottobre 2011, presso la sala consigliare del Municipio di Morciano di Romagna, durante l’amministrazione Claudio Battazza di centro sinistra. Una delle importanti attività partecipative comunali, ora sospesa dall’amministrazione Giorgio Ciotti di centro destra."

Ho partecipato al Consiglio comunale aperto di giovedì sera 27 ottobre 2011, presso la sala consigliare del Municipio di Morciano di Romagna.
L’Amministrazione comunale a distanza di 18 mesi dall’ultimo Consiglio comunale aperto ai cittadini, ha dato nuovamente l’occasione ai morcianesi desiderosi, di fare la domanda per essere ammessi e fare un intervento di dieci minuti su uno o più argomenti già dichiarati, e senza il diritto di replica.
Da cittadino attivo e aderente al “Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”, ho protocollato la domanda di partecipare alla seduta. Ho ritenuto che in questo momento, nel nostro Comune, come del resto al livello nazionale, la questione democratica è al primo posto. In quanto ritengo che con maggiore “democrazia diretta” e la partecipazione dei cittadini, si potrà trovare delle idonee soluzioni anche alla crisi economica, occupazionale e di credibilità che attualmente il nostro Paese e Comune stanno attraversando. La proposta di aggiungere due nuovi articoli allo Statuto comunale, il “Referendum propositivo” e “Le Elezioni di Revoca del mandato dell’eletto per la giusta causa”, sono mirati a dare qualche strumento democratico al cittadino, nei lunghissimi cinque anni tra gli appuntamenti elettorali.

In un Comune dove manca il Regolamento attuativo dei Referendum abrogativi e consultivi - sugli argomenti molto limitati - da più di cinque anni, è chiaro che l’attuale maggioranza e Consiglio comunale, non siano disposte a concedere ai cittadini dei nuovi diritti referendari. Questa non è una buona ragione per rinunciare a questo diritto.
Ho preferito leggere il mio intervento per poi consegnare delle copie al Segretario comunale e ai capi gruppi consigliari. Nell’impossibilità fisica di occupare posto nel seggiolino e tavolino che avevano preparato per l’intervento dei due bravi alunni delle medie - eredità dell’era di Ciotti per il Consiglio comunale dei ragazzi – con la schiena verso il pubblico, ho cercato di leggere il mio discorso in piedi, tra un brusìo continuo e la contrarietà evidente di alcuni Consiglieri della maggioranza e di un ex Sindaco ed attuale Consigliere della minoranza che in segno di protesta usciva dalla sala.

Alla fine è intervenuto il Sindaco Claudio Battazza: “I Referendum sono necessari. Faremo il Regolamento mancante, quando prima. In ogni caso, prima di andare via lo faremo. Per quando riguarda alle Elezioni di Revoca del mandato dell’eletto per la giusta causa, come diceva Fayaz stesso, finora non esiste nell’ordinamento italiano. Per inserirla occorre avviare una campagna di carattere nazionale. Lo devono decidere in Parlamento.”.

Ecco alcuni brani del mio intervento, che salvo il Consigliere Mario Garattoni, ha irritato alcuni Consiglieri della maggioranza di centro sinistra e delle minoranze di centro destra presenti in aula:

“È stato accertato che nei Paesi e nei Comuni la presenza di una maggiore democrazia e partecipazione dei cittadini è sinonimo di maggiore prosperità, benessere, coesione sociale e felicità degli abitanti. Per questa ragione propongo che vengano inseriti altri due basilari articoli di “Democrazia Diretta” nello Statuto comunale di Morciano di Romagna: primo, il Referendum Propositivo; secondo, l’Elezione di Revoca del mandato dell’eletto per la giusta causa. L’Amministrazione Ciotti (centro destra) prima, e Battazza (centro sinistra) ora, pur esistendo ripetute richieste, l’ultima volta nel Consiglio comunale aperto del 15 aprile 2010, hanno negato agli elettori morcianesi l’esercizio del diritto statutario (Articoli 38 e 39) dei Referendum abrogativi e consultivi comunali, dal lontano 2006 ad oggi. Infatti, non ne hanno regolamentate le modalità di espletamento, tanto da costringere recentemente i Comitati cittadini “Per la difesa dei diritti del cittadino” e “Morciano in Comune” a rivolgersi al Difensore Civico regionale per vedersi riconosciuto un diritto costituzionalmente garantito. Il Difensore Civico è intervenuto prontamente avviando un’inchiesta.

La politica locale non può ignorare il significato del voto referendario del 12 e 13 giugno 2011 a Morciano. Non si può chiedere ai cittadini di fare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, con ottimi risultati e grande partecipazione e impegno, per poi aumentare anziché diminuire, com’era stato promesso, la Tarsu. Non è accettabile che Hera, dopo il verdetto referendario sui servizi pubblici, non diminuisca la tariffa dell’acqua.

Non si può orchestrare la “Urbanistica Partecipata” per il Pru Ghigi, come stabilisce la Legge Regionale n. 6/2009, Art. 4, comma 1, tenere occupati la cittadinanza attiva dal settembre 2010 al febbraio 2011 e poi procedere come niente fosse successo, realizzando esattamente i termini dell’accordo del 18 febbraio 2010 sottoscritto in Provincia con la Società Rinnovamento Ghigi S.r.l. la proprietaria dell’ex Pastificio.

Come hanno risolto questi problemi i nostri vicini?

Ad esempio i cittadini svizzeri possono effettuare iniziative e referendum su qualsiasi argomento su cui può legiferare il parlamento. Gli unici obblighi sono che rispettino i diritti universali dell’uomo. Hanno un altro strumento legislativo formidabile. Nella Costituzione Svizzera e negli Statuti comunali degli enti territoriali svizzeri, anche in quella di altri Paesi come molti Stati degli Stati Uniti d’America e Canada, esistono le elezioni di revoca dell’eletto per la giusta causa. Ad esempio incapacità ed inadempienza dell’eletto di svolgere il suo ruolo di Amministratore e di realizzare il suo programma elettorale. La revoca è lo strumento democratico che permette agli elettori di allontanare e sostituire un amministratore eletto. La revoca del mandato di un eletto, in diversi Paesi, viene chiesta tramite una petizione popolare sottoscritta dal 12 al 25 % dei votanti alle ultime elezioni.

I Referendum consultivi (Art. 39), aiutano gli amministratori a capire le volontà della maggioranza degli elettori. I Referendum abrogativi (Art. 38), liberano i cittadini dalle conseguenze negative delle decisioni sbagliate degli Amministratori o Dirigenti comunali. I Referendum propositivi, durante i lunghi cinque anni del mandato, ricordano ed impongono all’eletto le volontà del corpo elettorale. Nei Comuni dove si ricorre a questi tre tipi di Referendum, l’Amministrazione funziona perfettamente e di rado si ricorre alle Elezioni di Revoca del mandato dell’eletto.

Per rispondere alla domanda frequente del Sindaco Battazza: “Dove eravate durante l’Amministrazione Ciotti?”, rammento che senza avere la possibilità di ricorrere ai tre tipi di Referendum ed Elezione di Revoca del mandato, la presenza, le proposte e le proteste dei cittadini non incidono sulle scelte sbagliate degli Amministratori. Gli esempi non mancano: progetto Ghigi a Morciano, Compartone a San Giovanni in Marignano, condomini nel Parco Tirso a Riccione, il porto turistico di Baia Vallugola a Gabicce Mare ect…
Il referendum propositivo esiste in centinaia di Comuni italiani. Il primo comune a togliere il quorum necessario da raggiungere per la validità dei Referendum, è stato Verano, nella Provincia di Bolzano, già nel 2005.

La revoca per ora non esiste in nessuna istituzione italiana. E' stata presentata nella Regione Piemonte da Davide Bono consigliere del “Movimento 5 Stelle”, ma non è stata ancora discussa. Lui l'ha chiamata "richiamo". Questa sera il Consiglio comunale aperto di Morciano è il primo in Italia a esaminare questo diritto, riconosciuto in diversi Paesi europei e nord americani.

Sono certo che in un futuro non lontano, anche noi elettori morcianesi conquisteremo questi diritti basilari del cittadino.

By Hossein Fayaz Torshizi coordinatore del “Comitato per la difesa dei diritti del cittadino” – info@fayaz.it

28 ottobre 2011.

 

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immagine piccola di Fayaz Hossein Fayaz Torshizi

Hossein Fayaz Torshizi è nato il 28 gennaio 1943 a Kashmar, Iran. Diplomato in agraria, nel giugno del 1962 presso il liceo agrario di Tabriz (Iran).
Dal novembre 1967 è in Italia per lo studio della lingua italiana nell’Università Italiana per gli Stranieri di Perugia e Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia.
Nell’ottobre del 1970 ha iniziato i suoi studi umanistici nella libera Università degli Studi di Urbino, frequentando la Scuola Superiore di Giornalismo, ottenendo il 22 febbraio 1974 il Diploma di Cultura Professionale Giornalistica, con votazione 50/50 e Lode. Ha discusso la tesi: "considerazioni sugli scambi commerciali italo iraniani, con ampi riferimenti al petrolio", relatore Prof. Giancarlo Polidori docente di economia politica. Di seguito ha continuato i suoi studi umanistici nella Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino.
Hossein Fayaz dal 14 agosto 1981 con il decreto del Presidente della Repubblica Sandro Pertini è cittadino italiano.
Fayaz è un ex importatore diretto ed è un Perito Camerale e del Tribunale di Rimini di tappeti, tessuti ed arazzi.
Inoltre, è autore di numerosi libri tra questi "Io musulmano in Italia - Quale Islam in Europa", "Le ragazze afgane", "Potere dei cittadini", "Il manuale dei tappeti", “Iran, le ragioni del non sviluppo” (in lingua persiana) ed articoli in lingua italiana e persiana (farsi).
Fayaz da decenni è impegnato nelle attività per la difesa dei diritti civili del cittadino e dell'ambiente.

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