Dopo la Delibera della Provincia di Rimini a che punto è il Programma di Riqualificazione Urbana dell'ex Pastificio Ghigi di Morciano?

La giunta dell’Amministrazione provinciale di Rimini, a voti unanimi, con la Delibera n. 29 del 7 marzo 2013, ha approvato l’istruttoria congiunta dell’Ufficio VIA – AIA e dell’Ufficio VAS della Provincia riguardante il progetto denominato “Costruzione di centro commerciale nel comparto ex Ghigi (Conad con sede legale in Forlì)”, presentato dalla ditta Rinnovamento Ghigi Srl, con sede legale in Forlì.

Questi sono i punti salienti dell’allegato “A” della deliberazione.

 

Dalle osservazioni pervenute sono emerse segnalazioni e richieste di modifiche in merito ai possibili effetti del Piano sull’ambiente di cui si è tenuto conto nell’espressione del parere motivato.” Per questo risultato va dato atto all’energica e costante azione dei singoli cittadini, comitati, associazioni e istituzioni che sono intervenuti e hanno detto no al PRU Ghigi proposto dalla proprietà, che all’origine pretendeva di costruire più del doppio consentito dal PRG di Morciano, un aumento sostenuto nel 2003 dalla maggioranza dell’Amministrazione Ciotti (centro destra) e nel 2010 dalla maggioranza del suo successore Battazza (centro sinistra). In questo caso, la legge non è stata eguale per tutti. Ricordiamo che l’accordo del 2003 è stato palesemente disatteso da parte dei privati.

La deliberazione pur avendo accolto alcune richieste e osservazioni dei cittadini morcianesi e delle istituzioni competenti in materia, non risolve il problema, e ha molti punti che lasciano a desiderare ed è difficile che possano reggere davanti ai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale.

Prosegue la delibera: “ESPRIME il seguente parere motivato in merito alla variante al Piano particolareggiato di iniziativa privata per l’attuazione del PRU Ghigi: sulla base degli elementi emersi dal Rapporto ambientale e dal relativo processo di consultazione e sulla base dei giudizi dei soggetti competenti in materia ambientale coinvolti, si esprime il seguente parere motivato positivo, a condizione che si tenga adeguatamente conto di quanto riportato ai punti successivi:

a.    rispetto alla conformità con le norme dei piani sovraordinati…;

b.    si condividono le valutazioni dei soggetti competenti in materia ambientale, richiamati in narrativa, alle quali si rimanda e alle quali dovrà essere data adeguata risposta nelle diverse fasi di realizzazione dell’intervento. In particolare:

Nella delibera non sono stati menzionati il parere negativo della Soprintendenza per le altezze eccessive e quasi di eguale misura delle due torri (42 e 44 metri), in un paesaggio cittadino con costruzioni alte 7 – 10 metri. Inoltre, è stato ignorato l’importante parere negativo dell’ARPA Sezione Provinciale di Rimini, per quanto riguarda la costruzione di un enorme capannone di circa un ettaro, alto sette metri, senza illuminazione e areazione naturale e priva di un’area vitale di cortile interno.

 

Continua la delibera: “-rispetto al verde pensile, vista l’estesa superficie potenzialmente interessata, si sottolinea la necessità di progettare con attenzione gli interventi;

 

c.    si valuta positivamente la scelta attuata con la variante al PUA di ridurre la superficie utile totale di progetto, già prevista in circa mq 20.000 di Su, a circa 15.900 mq. Il Rapporto ambientale e gli approfondimenti fatti attraverso l’acquisizione di ulteriori dati sul territorio, attestano che le criticità derivanti dall'aumento di traffico troveranno adeguata mitigazione nella fase progettuale ed esecutiva. Si ritiene, tuttavia, auspicabile che sia percorsa ogni strada ancora possibile, funzionale ad un’ulteriore riduzione delle superfici, a un alleggerimento complessivo dei volumi e del conseguente carico urbanistico a favore di un migliore inserimento paesaggistico e di una migliore qualità dell’ambiente urbano, privilegiando così interventi volti a evitare piuttosto che mitigare gli impatti ambientali;

 

La delibera ignora l’osservazione del “Comitato per la difesa dei diritti del cittadino” a firma dello scrivente, del 18 agosto 2013. “Le superfici utili sono diminuite di 3.813 mq dai 19.713,00 (accordo 2003) ai 15.900,00 mq attuali (accordo 2011), a danno unicamente della collettività. Sono state eliminate una serie di opere di utilità pubblica essenziali: multisala cinematografica (991 mq), sala congressi (1.523 mq) e attrezzature pubbliche (2.582 mq) per un totale di 5.096 mq. Di tutto questo è prevista solamente, una sala polivalente di 700 mq. In altre parole, si costruiranno 1.603,50 mq di negozi al pianterreno, con un valore commerciale dalle due alle tre volte superiore rispetto agli appartamenti dei piani superiori, a favore esclusivo del privato.”

 

Prosegue la delibera:

d.    “si valuta positivamente la scelta, in linea con i risultati del laboratorio di urbanistica partecipata “Verso Morciano 2030”, di individuare un collegamento verde collina-fiume lungo l’asse di via Crispi. Tuttavia tale collegamento risulta essere piuttosto limitato mentre sarebbe auspicabile caratterizzarlo maggiormente come elemento guida della connessione ciclo-pedonale anche in funzione di futuri sviluppi al di fuori del perimetro del Piano. Fin d’ora dovrà essere potenziato sulla via Serrata, anche alla luce dell’adozione della variante urbanistica con Del. C.C. n. 92 del 21/12/12 che prevede l’eliminazione del comparto C1 (m13) per parziale destinazione a verde e parcheggi, variante che dà la possibilità di meglio integrare l’intervento del PUA in quell’area;

 

Ancora la delibera ignora un'altra osservazione del nostro Comitato: L’articolo 4, comma 1 della Legge Regionale 19/1998 (convertita nella L.R. 6/2009) stabilisce: “…l’amministrazione comunale elabora il programma di riqualificazione urbana, raccordandosi con i soggetti pubblici e privati che partecipano all’attuazione del programma, nell’osservanza di quanto stabilito dal Documento programmatico per la qualità urbana e tenendo conto delle proposte avanzate dai cittadini che risiedono o operano nell’ambito da riqualificare. Non sono state accolte le richieste dei cittadini residenti e degli operatori economici del centro cittadino, emerse durante il percorso di “Urbanistica Partecipata” e in seguito protocollati nei mesi di febbraio e marzo 2011 in Comune.

Durante le assemblee, per la diretta ammissione degli architetti Giovanni Ginocchini e Cristina Tartari, dello studio TA.SCA di Bologna, incaricati dal Comune di Morciano di Romagna, e la loro relazione finale “VERSO MORCIANO 2030”, pubblicato nel mese di gennaio 2011, si apprende chiaramente che l’area del “Pru Ghigi” era esclusa dal loro incarico.”

Infine, la delibera accoglie la richiesta del verde reale “Deve essere prevista, a compensazione della realizzazione dell’opera, una dotazione vegetazionale a corredo del progetto di superficie almeno pari alla superficie utile del centro commerciale (4.000 mq) e altre quattro osservazioni e richieste dei cittadini:

e.    “la via Colombari dovrà essere realizzata nel rispetto di quanto connotato e caratteristico di una pubblica strada che dal tessuto urbano consolidato attraversa il comparto, prevedendone il ricongiungimento con le strade e percorsi limitrofi al comparto;

f.      i percorsi utilizzati dai mezzi pesanti per accedere alle aree di carico e scarico gravano su strade interessate da strutture “sensibili” (scuole), le misure di mitigazione, quindi, assumono particolare importanza. Tuttavia al fine di minimizzare le criticità emergenti da tali attività sotto l’aspetto ambientale e alleggerire il transito su via Roma e via Pascoli, si chiede di prendere in esame e verificare un percorso alternativo di accesso su via Serrata/via Marconi;

g.    Il monitoraggio, previsto dall’art. 18 del D.lgs 152/2006, dovrà individuare tempestivamente gli impatti negativi in modo da poter adottare le opportune misure correttive…;

-         Si rammenta infine che, ai sensi dell’art. 17, comma 1, lett. b del D. Lgs 152/2006, l’atto di approvazione del Piano deve contenere una dichiarazione di sintesi in cui si illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate e come si è tenuto conto del Rapporto ambientale e degli esiti delle consultazioni, nonché le ragioni per le quali è stato scelto il piano adottato, alla luce delle alternative possibili che erano state individuate. Inoltre dovranno essere resi pubblici il parere motivato e le misure adottate in merito al monitoraggio.

 

Nella delibera non è stata menzionata l’importante e la spinosa questione della monetizzazione dei parcheggi pubblici, oggetto del ricorso degli operatori economici e dei Comitati cittadini morcianesi al TAR di Bologna.

 

© Hossein Fayaz

 info@fayaz.it

Morciano di Romagna, 21 aprile 2013.

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