*Come sono andate le elezioni Regionali a Morciano?

L'affluenza dei cittadini alle urne a Morciano nelle elezioni Regionali del 2010 ha toccato il punto più basso, è sceso fino a 56,43%, mentre la media provinciale era del 62,43% e quella regionale saliva a 68,07%. 2.344 morcianesi, tra chi aveva il diritto-dovere di andare a votare, hanno preferito fare altro.
Il 43,56% del corpo elettorale, 5,99% in più rispetto alla media provinciale (37,57%) e 11,63% (31,93%) in più di quello Regionale. Tra i 27 Comuni della Provincia, soltanto Montefiore Conca ha collezionato un dato peggiore.
Le schede nulle sono state 56 (1,84%), le bianche 37 (1,22%), di conseguenza 2.437 elettori  (46,62%) su 5.380 aventi diritto hanno dimostrato la loro contrarietà, o il totale disinteresse, verso le liste ed i candidati in gara. Se a questo dato aggiungiamo il consenso espresso dai 157 cittadini (5,17%) alla lista Beppe Grillo, che sono in totale disaccordo con le politiche dell'amministrazione Errani e governo Berlusconi, il dato supera la metà degli elettori, raggiungendo 2.594 cittadini, il 51,79% del totale.
Sommando l'astensione, le schede nulle, le bianche, il voto al Movimento 5 stelle e la Lega Nord, in cinque forme diverse, 2.976 elettori, in modo chiaro, si sono espressi contro le politiche e scelte dell'amministrazione regionale ed indirettamente anche quella provinciale e comunale.
Comparando i risultati delle Europee del giugno 2009 con quelle regionali nel Comune di Morciano - dove è rilevabile il numero esatto degli elettori di ogni singola forza politica -, emerge chiaramente, eccetto la Lega Nord che ha quasi conservato i suoi 382 voti (-14) ed il Movimento Beppe Grillo che era al suo debutto, tutti gli altri partiti, hanno perso una parte consistente dei loro elettori.
Centrodestra
Il Partito Della Libertà, pur restando di maggioranza relativa, ha perso 4,40 punti di percentuale, scendendo dal 40,10% del 2005 a 35,70 del 2010. Il Pdl ha ottenuto 947 voti (-547), subendo un crollo di consensi rispetto alle europee, più di un terzo dei suoi elettori del giugno scorso, nelle regionali 2010, l'hanno abbandonato. Su ogni sei morcianesi, aventi il diritto di voto, solamente uno ha votato Pdl.
Questa disaffezione, potrebbe essere la conseguenza diretta dell'amministrazione decennale di centro destra guidata dall'ex sindaco Ciotti, del governo Berlusconi, dell'inattività del Pdl e di aver presentato candidati non conosciuti a Morciano.
Centrosinistra
Il Partito democratico ha perso 4,80 punti di percentuale, scendendo dal 35,10% delle regionali del 2005 al 30,30% del 2010, ottenendo 806 voti (-147 rispetto alle europee 2009), pur avendo tra i suoi candidati il consigliere regionale uscente Roberto Piva che è stato forse l'unico candidato che durante la campagna elettorale si è fatto vedere a Morciano. Il PD in questo Comune ha ottenuto il consenso di un elettore su sette, solamente il 14,98% degli aventi il diritto di voto.
Questo risultato elettorale del Pd, potrebbe avere una diretta relazione con i primi 9 mesi dell'amministrazione Battazza e le sue scelte in campo urbanistico, non concertate con la popolazione. In particolare, il nuovo Accordo Ghigi, la mancanza di una vera politica di partecipazione dei cittadini nelle scelte ed elaborazione dei programmi e soprattutto la non trasparenza della situazione finanziaria comunale, pesano negativamente sui rapporti tra la cittadinanza e l'amministrazione.
I due maggiori partiti che contendono in modo quasi esclusivo il governo del paese, Pdl e Pd, insieme, a sorpresa, hanno il consenso di solo il 32,58% del corpo elettorale, il 38,15% in Provincia.
Da cui l'urgenza e la necessità  di apertura della politica. Una riforma che è possibile al livello comunale con la modifica dello Statuto, con l'aumento delle forme di democrazia diretta, come ad esempio abbassamento della percentuale delle firme necessarie per le leggi di proposta popolare, il quorum dei Referendum - ideale è il quorum zero -, l'introduzione del Referendum propositivo e revoca del mandato del candidato per la giusta causa.
In una democrazia moderna gli elettori eleggono i loro rappresentanti per essere amministrati democraticamente e con consenso, non per essere comandati dall'alto. La partecipazione non è un dono dell'amministratore di turno, ma è un diritto acquisito e sancito del cittadino. Il consenso popolare si può e si deve misurare su ogni progetto e scelta urbanistica che incide sulla vita degli abitanti.
Oltre al referendum, anche il voto di un'assemblea pubblica, ben pubblicizzata e preparata, ha il suo ruolo ed il suo peso. I cittadini possono ed in alcuni casi diventa necessario intervenire, come ad esempio il progetto dell'Ipermercato e della torre o delle torri abitative nell'ex Pastificio Ghigi, consumo dei terreni agricoli e zone verdi collinari di pregio paesaggistico di via Panoramica e via Cà Fabbro, lottizzazioni di pura speculazione immobiliare, in un Comune dove ci sono centinaia di appartamenti non venduti e sfitti- che l'Amministrazione continua a non censire. Mentre il sovra affollamento della popolazione ha raggiunto i livelli di guardia. 
Dare l'ascolto alle richieste e la risposta alle domande dei cittadini ed immaginare la città, come la desidera la maggioranza dei suoi abitanti, contribuisce ad avvicinare l'intera popolazione, i giovani, gli anziani, le donne, gli uomini, i nativi, gli immigrati, i comunitari e gli extracomunitari, alle istituzioni.
In una realtà democratica e felice, è più facile intraprendere il cammino, lungo il percorso della creazione di una società più giusta e coesa, capace di produrre la prosperità. Per tutti.

Morciano di Romagna, 28 maggio 2010. © Hossein - Fayaz

Come sono andate le elezioni Regionali a Morciano?

L'affluenza dei cittadini alle urne a Morciano nelle elezioni Regionali del 2010 ha toccato il punto più basso, è sceso fino a 56,43%, mentre la media provinciale era del 62,43% e quella regionale saliva a 68,07%. 2.344 morcianesi, tra chi aveva il diritto-dovere di andare a votare, hanno preferito fare altro.
Il 43,56% del corpo elettorale, 5,99% in più rispetto alla media provinciale (37,57%) e 11,63% (31,93%) in più di quello Regionale. Tra i 27 Comuni della Provincia, soltanto Montefiore Conca ha collezionato un dato peggiore.
Le schede nulle sono state 56 (1,84%), le bianche 37 (1,22%), di conseguenza 2.437 elettori  (46,62%) su 5.380 aventi diritto hanno dimostrato la loro contrarietà, o il totale disinteresse, verso le liste ed i candidati in gara. Se a questo dato aggiungiamo il consenso espresso dai 157 cittadini (5,17%) alla lista Beppe Grillo, che sono in totale disaccordo con le politiche dell'amministrazione Errani e governo Berlusconi, il dato supera la metà degli elettori, raggiungendo 2.594 cittadini, il 51,79% del totale.
Sommando l'astensione, le schede nulle, le bianche, il voto al Movimento 5 stelle e la Lega Nord, in cinque forme diverse, 2.976 elettori, in modo chiaro, si sono espressi contro le politiche e scelte dell'amministrazione regionale ed indirettamente anche quella provinciale e comunale.
Comparando i risultati delle Europee del giugno 2009 con quelle regionali nel Comune di Morciano - dove è rilevabile il numero esatto degli elettori di ogni singola forza politica -, emerge chiaramente, eccetto la Lega Nord che ha quasi conservato i suoi 382 voti (-14) ed il Movimento Beppe Grillo che era al suo debutto, tutti gli altri partiti, hanno perso una parte consistente dei loro elettori.
Centrodestra
Il Partito Della Libertà, pur restando di maggioranza relativa, ha perso 4,40 punti di percentuale, scendendo dal 40,10% del 2005 a 35,70 del 2010. Il Pdl ha ottenuto 947 voti (-547), subendo un crollo di consensi rispetto alle europee, più di un terzo dei suoi elettori del giugno scorso, nelle regionali 2010, l'hanno abbandonato. Su ogni sei morcianesi, aventi il diritto di voto, solamente uno ha votato Pdl.
Questa disaffezione, potrebbe essere la conseguenza diretta dell'amministrazione decennale di centro destra guidata dall'ex sindaco Ciotti, del governo Berlusconi, dell'inattività del Pdl e di aver presentato candidati non conosciuti a Morciano.
Centrosinistra
Il Partito democratico ha perso 4,80 punti di percentuale, scendendo dal 35,10% delle regionali del 2005 al 30,30% del 2010, ottenendo 806 voti (-147 rispetto alle europee 2009), pur avendo tra i suoi candidati il consigliere regionale uscente Roberto Piva che è stato forse l'unico candidato che durante la campagna elettorale si è fatto vedere a Morciano. Il PD in questo Comune ha ottenuto il consenso di un elettore su sette, solamente il 14,98% degli aventi il diritto di voto.
Questo risultato elettorale del Pd, potrebbe avere una diretta relazione con i primi 9 mesi dell'amministrazione Battazza e le sue scelte in campo urbanistico, non concertate con la popolazione. In particolare, il nuovo Accordo Ghigi, la mancanza di una vera politica di partecipazione dei cittadini nelle scelte ed elaborazione dei programmi e soprattutto la non trasparenza della situazione finanziaria comunale, pesano negativamente sui rapporti tra la cittadinanza e l'amministrazione.
I due maggiori partiti che contendono in modo quasi esclusivo il governo del paese, Pdl e Pd, insieme, a sorpresa, hanno il consenso di solo il 32,58% del corpo elettorale, il 38,15% in Provincia.
Da cui l'urgenza e la necessità  di apertura della politica. Una riforma che è possibile al livello comunale con la modifica dello Statuto, con l'aumento delle forme di democrazia diretta, come ad esempio abbassamento della percentuale delle firme necessarie per le leggi di proposta popolare, il quorum dei Referendum - ideale è il quorum zero -, l'introduzione del Referendum propositivo e revoca del mandato del candidato per la giusta causa.
In una democrazia moderna gli elettori eleggono i loro rappresentanti per essere amministrati democraticamente e con consenso, non per essere comandati dall'alto. La partecipazione non è un dono dell'amministratore di turno, ma è un diritto acquisito e sancito del cittadino. Il consenso popolare si può e si deve misurare su ogni progetto e scelta urbanistica che incide sulla vita degli abitanti.
Oltre al referendum, anche il voto di un'assemblea pubblica, ben pubblicizzata e preparata, ha il suo ruolo ed il suo peso. I cittadini possono ed in alcuni casi diventa necessario intervenire, come ad esempio il progetto dell'Ipermercato e della torre o delle torri abitative nell'ex Pastificio Ghigi, consumo dei terreni agricoli e zone verdi collinari di pregio paesaggistico di via Panoramica e via Cà Fabbro, lottizzazioni di pura speculazione immobiliare, in un Comune dove ci sono centinaia di appartamenti non venduti e sfitti- che l'Amministrazione continua a non censire. Mentre il sovra affollamento della popolazione ha raggiunto i livelli di guardia. 
Dare l'ascolto alle richieste e la risposta alle domande dei cittadini ed immaginare la città, come la desidera la maggioranza dei suoi abitanti, contribuisce ad avvicinare l'intera popolazione, i giovani, gli anziani, le donne, gli uomini, i nativi, gli immigrati, i comunitari e gli extracomunitari, alle istituzioni.
In una realtà democratica e felice, è più facile intraprendere il cammino, lungo il percorso della creazione di una società più giusta e coesa, capace di produrre la prosperità. Per tutti.

Morciano di Romagna, 28 maggio 2010. © Hossein - Fayaz

 Info@fayaz.it

(* Pubblicato nel numero di giugno 2010 de L'Ape del Conca, a pagina 19)