Seduta congiunta dei Consigli comunali di Morciano e San Clemente

Teatro Villa di San Clemente, 27 febbraio 2013, Consiglieri comunali di Morciano di Romagna e San Clemente e i cittadini dei due Comuni.

Mercoledì sera 27 febbraio 2013, si è svolto un momento storico per la vallata del Conca. I Consigli comunali di Morciano di Romagna e San Clemente si sono riuniti al Teatro Villa di San Clemente in una seduta congiunta che aveva come argomento principale dell’ordine del giorno, “il Nuovo Ponte sul Conca”.

Un momento storico per due ragioni: la prima, perché è la prima volta che i Consigli dei due Comuni si riuniscono in una seduta congiunta; la seconda, perché mette in luce un dato di fatto, cioè che tutta la piana del torrente Conca è divenuta un unico quartiere, con gli stessi problemi di vivibilità, mobilità, lavoro, produttività, inquinamento, sicurezza, tempo libero, paesaggio, cultura ed altro.

Da questo Consiglio congiunto, con la partecipazione del Presidente della Provincia Stefano Vitali, dell’Assessore provinciale ai Lavori Pubblici Meris Soldati e del suo dirigente provinciale, è emerso con chiarezza un altro punto che noi attivisti dei Comitati cittadini di Morciano denunciavamo già dal lontano febbraio 2010: la mancanza di volontà delle Amministrazioni locali (Comuni, Provincia e Regione) di risolvere i problemi del territorio e di amministrare la cosa pubblica con coerenza, con il rispetto dei programmi elettorali, delle leggi e delle normative vigenti. Queste le premesse perché questa vallata sia vivibile e abbia una produttività economica compatibile con la qualità della vita dei suoi abitanti.

È emersa ora una prova lampante di questa mancanza ed è la palese ammissione delle loro colpe. Non sono mancate le scuse rivolte alla popolazione della vallata, da parte del Presidente Vitali e dell'Assessore Soldati per i ritardi nella realizzazione del nuovo ponte. Fatto di per sé apprezzabile.

Finalmente, dopo 17 mesi dall’ultimo Consiglio comunale di San Clemente con la partecipazione di Vitali e Soldati, (26.09.2011), ora, ci vengono dichiarate la verità sulle reali ragioni del fermo dei lavori del nuovo ponte:

Ci sono errori progettuali al ponte sul fiume conca, che comporteranno una variante al tracciato ed al ponte, per una spesa indicativa di 500.000 euro in più rispetto a quelli stanziati. Nel complesso, al momento, sono previsti il 20% dell’aumento dei costi della realizzazione dell’opera (n. b. il ribasso dei vincitori della gara era del 27,5%). Inoltre, l’ufficio provinciale dei Lavori Pubblici, ha indirizzato erroneamente la domanda d’autorizzazione al Ministero delle Infrastrutture, anziché al Provveditore per i Lavori Pubblici inter regione di Emilia Romagna e Marche con sede a Bologna, che a sua volta, dopo l’esame, ha bocciato il progetto, perché la struttura dell’arco centrale del ponte, non è conforme alle normative di sicurezza in vigore.

E’ da notare, che oggi grazie ad un Consigliere comunale della minoranza di Morciano, veniamo a conoscenza di un documento dal quale apprendiamo che già nel gennaio 2012, ancora prima della firma del contratto d’appalto tra il consorzio aggiudicatore dell’opera e la Provincia, l’azienda stessa aveva già segnalato all’ufficio dei Lavori Pubblici provinciale una serie di criticità progettuali rispetto alla disciplina vigente di settore, ponendo addirittura “perplessità” in ordine alla collaudabilità dell’opera così come attualmente progettata.

Inoltre, è emerso che i sindaci di Morciano, Claudio Battazza e di San Clemente, Cristian D’Andrea, erano informati di questi fatti da qualche tempo.

I Consiglieri comunali in rappresentanza di tutti i gruppi delle minoranze dei due Comuni, sono intervenuti nella seduta. Nei loro interventi, con argomentazioni ragionevoli, hanno criticato fortemente il comportamento dell’Amministrazione Vitali riguardo al progetto e hanno chiesto le dimissioni di Vitali, Soldati e del dirigente dei Lavori Pubblici della Provincia. Mentre i consiglieri chiedevano “le dimissioni” del Presidente, abbiamo assistito ai loro sorrisi ironici. Il tavolo della presidenza era sistemato sul palcoscenico del Teatro Villa, dove avevano preso posto anche i sindaci dei due Comuni, la Presidente del Consiglio comunale e la segretaria comunale di San Clemente.

Fino a quando, come negli altri Paesi democratici, non avremo la legge delle “elezioni di revoca del mandato dell’eletto per giusta causa”, purtroppo, per i cittadini e per il territorio, gli eletti continueranno a sorridere fino alla fine del loro mandato, per altri lunghi 16 mesi. Dopo di che, fortuna che viviamo in un Paese democratico, nel giugno 2014, la parola tornerà agli elettori, come per le recenti elezioni parlamentari dei 24 e 25 febbraio 2013, che rimarranno nella storia.

Nella sua replica finale, il Presidente Vitali ha scaricato la colpa dei ritardi alla burocrazia italiana.

Se per “burocrazia” intendeva le autorità di garanzia immaginiamo per un momento:

Se non c’era il Provveditore alle opere pubbliche dell’Emilia Romagna e Marche e non veniva rilevato l’errore matematico degli ingegneri scelti dalla Provincia, quale disastro poteva succedere con il crollo del ponte?

Se non c’era il Difensore Civico Regionale, quando potevamo avere quel Regolamento per i Referendum comunali a Morciano che attendevamo da sei anni?

Se non c’era La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna, la maggioranza Battazza avrebbe già fatto costruire un enorme capannone alto 7 metri e grande 10.000 metri quadrati per un centro commerciale, senza areazione né luce naturale e con un numero insufficiente di parcheggi pubblici perché “monetizzati” nel centro di Morciano. Per giunta con l’area di carico – scarico a fianco della scuola materna e della biblioteca comunale e con due torri di 42 e 44 metri di altezza.

Se non ci fosse stata la relazione dei periti incaricati dal Procuratore della Repubblica di Rimini, avremmo rischiato che con la prima nevicata, sotto il peso dei pannelli fotovoltaici, voluti dalla maggioranza Battazza, crollasse il tetto del vecchio capannone fieristico, causando un disastro immenso. In quanto, il tetto del capannone, non era stato adeguatamente rinforzato per sopportare il peso degli stessi e un’eventuale, ma non esclusa, grossa nevicata.

Nessuno, né il direttore dei lavori, né i consulenti tecnici del Comune, né il Sindaco e nel medesimo tempo l’Assessore all’Urbanistica, tutti profumatamente pagati, hanno vigilato e hanno rilevato queste inadeguatezze.

In conclusione, sin quando le responsabilità per gli errori e i ritardi nel caso del nuovo ponte Conca non siano del tutto chiariti, non ritengo che sia opportuno spendere dell’altro denaro pubblico in questo progetto.  

 

© Hossein Fayaz

Morciano di Romagna, 5 marzo 2013.

Assessore provinciale ai Lavori Pubblici Meris Soldati in piedi e Stefano Vitali presidente della Provincia di Rimini al centro con occhiali.

 

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