I cinque Comuni della piana del Conca, sono diventati un'unica area urbanizzata

Nella piana del Conca (Montefiore Conca (Falda), Morciano di Romagna, San Clemente, San Giovanni in Marignano e Misano Adriatico), le Amministrazioni comunali con il bene placido della Provincia, hanno permesso la costruzione di un immenso quartiere dormitorio senza le strutture necessarie per una città moderna.
A questa realtà, non ha corrisposto un’integrazione istituzionale. Sono in vigore le competenze dei singoli Comuni, della Provincia e della Regione. L’Unione Valconca, rimane più un’entità teorica che di fatto, e la sua gestione non è né partecipativa, né democratica e tantomeno  trasparente. Non ha strategie larghe, né progetti alti di sviluppo economico e sociale. Inoltre, non è adeguatamente rappresentata nei consigli e nelle amministrazioni provinciali e regionali. Non riesce ad ottenere i fondi europei destinati all’entroterra, che arrivano annualmente in provincia di Rimini; quasi nella totalità vanno a finire nelle casse dei comuni rivieraschi, a finanziare i progetti faraonici dei vari Pala Congressi, Nuova Fiera e Teatro Galli.

La recente legge regionale obbliga i Comuni con meno di 5.000 abitanti ad unire i servizi, premiando quelli con più popolazione che lo fanno senza esserne obbligati. Questa dovrebbe diventare un’occasione e uno stimolo per dare vita all’unione tra i Comuni. Naturalmente un’unione concreta e accettata da tutti, sarebbe fattibile solo dopo aver sentito il parere dei cittadini tramite i Referendum comunali, non di certo per gli accordi personali tra sindaci.

Queste unificazioni dei servizi tra i Comuni confinanti, però potranno essere preso di mira dai soliti politici alla ricerca di una poltrona, per giunta con un alto stipendio a carico dei contribuenti.

In ogni caso, gli interessi dei Comuni dell’entroterra, sono ben diversi dai Comuni rivieraschi.

Hossein Fayaz, coordinatore del “Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”.

Morciano di Romagna, 5 marzo 2013.