Elezioni comunali 2013 a Gemmano

Gemmano è il polmone verde della Valconca: ha solamente 1.174 abitanti (al 1 gennaio 2012) ma un territorio vasto e collinare. Il contenuto dei programmi delle quattro liste elettorali per le elezioni del 26 e 27 maggio 2013 sono generici e non sono molto diversi da quelli presentati nelle passate elezioni dai partiti e dai gruppi che hanno governato, spesso malamente, la nostra vallata, favorendo un continuo degrado ambientale e declino economico.

Il Comune di Gemmano da circa un anno è commissariato e i cittadini sono privi di un’Amministrazione democratica e rappresentativa.

I gemmanesi, come tutti i cittadini di questo Paese, una volta che hanno dato il loro voto a una lista di partiti o civica, di solito espressione del PDL o del PD, non sono più consultati, per cinque lunghi anni, né invitati dagli eletti a partecipare a decisioni importanti sul futuro del loro territorio.

Nei programmi depositati in Comune, non c’è alcun cenno all’importante questione della fusione con i Comuni limitrofi, tra questi Morciano di Romagna, e dei rapporti con il carrozzone dell’Unione Valconca.

Il 24 e 25 febbraio 2013, a Gemmano, il 30,6% dei partecipanti alle elezioni parlamentari, ha votato per il Movimento 5 Stelle, facendolo diventare, dallo zero per cento delle precedenti elezioni, il Partito di maggioranza relativa nel Comune e nell’intera vallata.

Questi elettori, purtroppo non hanno presentato una lista nelle elezioni comunali del 25 e 26 maggio 2013 a Gemmano. Però, va dato merito a loro perché non hanno disertato le urne e non hanno votato ai soliti partiti nelle ultime elezioni del Parlamento. Parlando con qualcuno di loro, senti che hanno fondate critiche ai partiti tradizionali e nel medesimo tempo delle precise rivendicazioni e proposte. Essi non approvano le solite politiche urbanistiche e dello sviluppo economico, basate sostanzialmente sul consumo indiscriminato del territorio.

L’attuale legge elettorale (art 71 D.L. 267/2000), relativamente ai Comuni con meno di 15.000 abitanti, è maggioritaria e non prevede il ballottaggio. Pertanto, accade spesso che la minoranza di circa un terzo dei votanti, talvolta bastano anche meno voti, occupi quasi i due terzi dei seggi del Consiglio comunale (ultimo esempio al riguardo è il Comune di Coriano). Per rimediare a questa ingiustizia, e per contare di più in termini di partecipazione effettiva, gli elettori si aspettano impegni concreti da parte dei candidati Sindaci di Gemmano. Occorre creare le condizioni per un congiungimento pianificato e organizzato dei cittadini nei principali decisioni riguardanti il futuro del territorio, perché i problemi ambientali ed economici sono sistemici. I ‘obiettivo è raggiungimento di un livello elevato di vita.

Nei quattro programmi elettorali, oltre alla richiesta del voto, non c’è alcun cenno ai diritti sotto elencati del cittadino a partecipare alla gestione del proprio Comune.

1 – Abrogare tutte le normative dello Statuto comunale e del Regolamento referendario, che limitano le materie da sottoporre a consultazione e la data della convocazione dei referendum comunali. Ovvero, gli eletti non possono avere più poteri degli elettori.

2 - Istituire i referendum propositivi, abrogativi e consultivi.

3 - Abbassare il numero delle firme necessarie per chiedere la convocazione di un referendum dall’ attuale 20% al 5 o al massimo al 10% degli aventi il diritto di voto.

4 – Approvare il Quorum zero o al massimo del 5% degli elettori delle ultime elezioni, per convalidare i referendum.

5 – Attivare processi di Urbanistica Partecipata per tutte le opere e i progetti importanti.

6– Organizzare il Bilancio Partecipato per una quota importante del Bilancio comunale.

7 – Vietare l’indebitamento del Comune mediante l’accensione di mutui, prestiti e impegni di durata superiore al mandato elettorale degli Amministratori, senza preventiva approvazione referendaria dei cittadini.

In questi lunghi quattro anni e mezzo d’attività sociale, politica e di cittadinanza attiva, abbiamo costatato che senza avere a disposizione degli strumenti legislativi precisi, non è possibile dar corso a una vera partecipazione dei cittadini, sia a livello di Comune che di  Provincia e Regione.

Quando non sono riconosciuti i diritti sopra elencati ai cittadini elettori e, soprattutto, dove non c’è l’importante istituto delle “Elezioni di revoca per giusta causa del mandato dell’eletto” diffuso in molti Paesi progrediti, gli eletti tendono a diventare autoritari e a trattare come sudditi i concittadini elettori. In questa situazione, la strada verso la dittatura della maggioranza formale è breve.

Hossein Fayaz, Coordinatore del “Comitato per la difesa dei diritti del cittadino”, info@fayaz.it.

Morciano di Romagna, 17 maggio 2013.  

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